sabato, maggio 02, 2009

Hu Hu Hu!

Fratelli e sorelle,
     che il signore sia con voi. Visto che per definizione, da frate di campagna quale sono, mi sento tutto forchè un lavoratore durante i rimanenti giorni dell'anno, oggi, 1°maggiofestadeilavoratori, invece di restare spaparanzato sul divano dietro la sacrestia sorseggiando vino da messa a guardare il concertone  (don't worry, registrato in modo da poter continuare a non lavorare domani!) ho pensato bene di dedicarmi, nel nome del Signore, ad un lavoro forzato mica da ridere: scalare una montagna! Il secondo lavoro odierno è stato scrivere la frase qui sopra senza mettere il punto prima. Lungi da me intraprendere con questa scalata una sciocca gara con il collega Mosè, da sempre re dell'alpinismo cristiano a.C., come dimostra la sua ascesa al monte Sinai a/r (dicono con delle tavole di pietra in mano)!
Vorrei poter dire di averlo fatto per avvicinarmi a Dio Nostro Signore ma, da quando lo scorso agosto ho scoperto che persino dall'altezza a cui volano gli aerei nostro Signore non si scorge, peccherei di menzogna!
Tutto è partito da un innocente proposta di frate Fabio, durante le orazioni mattutine:

  "don Mapo (mi chiama così), il 1° maggio sono libero e danno bello; giro al lago?".

Come mi sia trovato a 5.000.000 di metri circa sopra il livello del mare (o, meglio, del lago... "è lo stesso livello?" - si chiede la mia ignoranza che nel frattempo non ha saputo gestire punteggiatura e sintassi di questa parentesi), sul soffitto di un paesino di montagna chiamato Caino, resta un mistero!
O un Miracolo, uno tra i tanti che ci accompagnano sulle intricate vie disegnate dal Signore Dio Nostro, che ci crediate o no!
Qui a fianco allego una pittura che illustra la sede del mio peregrinare, per l'occasione, confesso a Dio Onnipotente che ho molto peccato in pensieri, parole, opere..., senza i miei consueti sandali. Mi sono avvalso del disegno di un discretissimo bersaglio, che ho tentato di porre, e il Santo mi perdonerà, proprio sopra la cappella di San Giorgio (per tutti i "meladipendenti" che hanno qualche saltuario attacco di nostalgia consiglio Paintbrush).

Tutto bene, scottatura sulla chierica a parte, sino a quando, più o meno a 3/4 dell'impervia salita, la fatica ha avuto la meglio e un fenomeno noto come "obnubilamento del sensorio" ha preso le redini della mia già facilmente corruttibile psiche. Dopo essere rimasto convinto per un buon quarto d'ora di aver visto una giraffa in mezzo ai sempreverdi, ho cominciato a dialogare, in mezzo ad un bosco, con un animale imprecisato, ma che ho compreso essere un gufo di nome Anacleto. Ho scritto "stanchezza", "sensorio"... non so davvero se in tutto ciò vi sia l'opera del Signore, ma ho come l'impressione che fosse tutto già scritto. A mio discolpa posso dire che ha cominciato il volatile e che, per giunta, non era nemmeno notte!

"Hu-Hu!"

Innanzitutto ve lo presento (thanks to wikipedia):

Il gufo comune è più snello dell'allocco (Strix aluco) e ha dei tipici ciuffi sulle orecchie, semplici piume che non hanno nulla a che vedere col vero e proprio apparato uditivo, peraltro finissimo. È un animale esclusivamente notturno; caccia una grande varietà di piccoli animali, topi, toporagni (Sorex araneus), talpe (Talpa europaea), scoiattolipipistrellirattiuccelli e insetti. Durante il giorno dorme sugli alberi, perfettamente mimetizzato dal piumaggio bruno macchiettato.

Il gufo non può muovere gli occhi, in compenso però riesce a ruotare la testa di ben 270°.

Nidifica tra marzo e maggio, in base alla zona; quando c'è cibo a sufficienza può fare due covate. La femmina depone 3-10 uova, la media è di 4 o 5 per covata, nel nido di un'altra specie o in quello di uno scoiattolo. Se non trova nidi di questo genere depone le uova sul suolo, sotto un albero o un arbusto. Cova le uova per 26-28 giorni, in questo periodo e fino a dopo la schiusa, la femmina viene nutrita dal maschio. I piccoli lasciano il nido dopo 3-4 settimane.

La voce è un grido abbastanza forte un caratteristico UUHU-UUHU, simile ad altri uccelli del suogenere tassonomico.

Alcune popolazioni settentrionali migrano durante l'inverno verso sud (MessicoEgittoIndia) ritornando nella loro abituale zona di diffusione la primavera successiva.


Vorrei aggiungere che, per quanto sia certo che si trattasse proprio di quello descritto qui sopra, non ho visto il gufo in persona. Questa, tra le altre cose, penso sia stata una cosa vantaggiosa, visto che avrei potuto rotolare per un burrone scambiandolo per la bambina dell'Esorcista visto la sua peculiare capacità di girare il collo di 270° (270!). Questa è certo opera di Lucifero!
Fratelli e sorelle, vi prego inoltre di notare che si tratta di un animale notturno, probabilmente diabolico e, per quanto sul cucuzzolo di una montagna, a quell'ora quello fuori posto su nostra Madre Terra era proprio lui.
Molte volte mi sono trovato a dubitare dell'operato del nostro antenato Noè, il quale non seppe scegliere tra creature degne e non di essere portate il salvo dal diluvio universale, così come accade al largo delle nostre coste ai giorni nostre, quando orde di barbari in canotto tentano di approdare nel nostro Paese del Bengodi. Ma le vie di Nostro Signore sono infinite, e non sta a me giudicare.
Da buon cristiano ho pensato bene di rispondere:

"Hu-Hu!"

La conversazione si è fatta, negli istanti a seguire, via via più interessante. La riporto qui sotto, affidandomi alle vostre conoscienze di gufese. Ne approfitto per denunciare come, ahimè, nella rete intera, tra tanti siti di sodomiti peccatori, non ho trovato un dizionario che contempli questo basilare "idioma". Scriverò una missiva in Vaticano poiché è certo un peccato questa satanica limitazione alla capacità di ogni buon cristiano di comprendere cosa dicono i gufi e altri esseri della notte. Esseri che, a detta della solita wikipedia :

"sono quasi sempre rappresentato come un animale saggio ed erudito, che diffonde la sua cultura a tutta la comunità animale con cui entra in contatto, ma è anche molto pignolo e permaloso. Valido esempio è Anacleto, il gufo che vive con Merlino in La spada nella roccia della Disney"

E il mio gufo, per l'appunto, si chiamava Anacleto.
Animali insidiosi, dunque, che ci tentano giorno dopo giorno con una vita di peccato e perdizione. Se non ne conoscete il linguaggio, mie povere pecorelle smarrite, come potrete guardarvi dalla loro opera miscredente?

M- Hu Hu!
G- Hu Hu!
M- Hu Hu Huuu Hu?
G- Hu, Hu, Hu; Hu Hu Huu!
M- Hu Hu?
G- Hu
M- Hu, "hu hu hu", huu
G- Hu Hu Hu Huuu
M- Huu
G- Hu Hu uh uh Hu
M- Hu? Hu Huuuuuuuu Hu Hu Huu!
G- Hu
M- Hu Hu!! Hu! ----- Hu Hu Hu! Tua mamma!

Dopodichè è volato via, e il sole di Nostro Signore ha continuato a brillare nel cielo.

Amen

don Francesco
Assisi, 1 maggio 2009

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Un solo appunto a questa epica storia.
Si narra che esista un solo rimedio all'oscura opera che Belzebul ha immondamente perpretato in don Mapo, un unico potente rimedio capace di spezzare la misteriosa possessione degli uomo-gufo. Sembra che il nostro eroe abbia vagato in lungo e in largo per le verdi montagne in cerca di questo elisir. Addirittura qualcuno dice l'abbia in fine trovato.
Si tratterebbe secondo alcune fonti di una mistura di "feijao" (qualcosa di simile al meglio conosciuto fagiolo borlotto ) e "cutis porco" (trattasi di..e qui persino la mia fede venne meno...pelle di maiale ). Purtroppo la leggenda narra anche che, se pur don Mapo trovò e bevve di questo rara mistura, e se pur elli guarì dall'orrenda presenza che era in lui, non sopravvisse poi alle petulanti intossicazioni gassose che la pozione stessa provocò nel nostro pover frate.
Leggenda ? Realtà ? Esagerazione?
Nessun può dirlo con certezza. Fatto certo è che nei luoghi della raccapricciante storia aleggia tutt'oggi un infestante olezzo...
A voi l'ardua sentenza.
Fabius