domenica, aprile 29, 2007

Elezioni genital-presidenziali francesi

Sarkozy e Royal al "ballottaggio".
E Le Pen? In discesa...
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mercoledì, aprile 25, 2007

25 aprile

«Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione.»
(Piero Calamandrei, Discorso ai giovani sulla Costituzione nata dalla Resistenza. Milano, 26 gennaio 1955)


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Buon 25 aprile a tutti

Regole di buon vicinato

Premetto a questa breve disquisizione il fatto che, avendo sempre abitato in una casa con un giardino abbastanza ampio da consentirmi il lusso di dimenticarmi senza troppe remore dell'esistenza di quelli che vengono detti "vicini di casa", la mia esperienza è abbastanza vergine di contatti e scazzi con "coloro che popolano gli appartamenti di sopra e di fianco".
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Difficilmente, quindi, potrei essere scelto come testimonial di un eventuale congresso (si sa, ormai si fa un congresso su tutto e UniBs docet) dal titolo "Innovazioni in fatto di regole di buon vicinato".
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Ciononostante, andado un pò a spanne, ritengo che i seguenti "incidenti" occorsi negli ultimi mesi ai danni dei vicini di casa del mio appartamento bresciano, non depongano esattamente a mio favore:
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- Da qualche settimana a questa parte, prima con qualche remora ed ora con frivolezza, ci si connette a sbafo con la wireless del vicino. Quale? Non si sa!
- La macchina, posteggiata ogni notte nel garage comune alla palazzina, sporge nel territorio di manovra, complice una colonna malposta e varie biciclette ammucchiate contro il muro, provocando un ritardo nell'uscita dal parcheggio di un paio di macchine stimabile intorno ai 2 minuti ogni mattina (e 2 minuti passati a sterzare con la colazione ancora in bocca non sono poi tanto pochi);
- Questa settimana abbiamo pensato bene di allestire un imprevisto e traballante barbecue sotto le finestre di quelli che ci abitano sopra, affumicandoli esattamente all'ora di cena (che hanno passato con fnestre, persiane e denti serrati;
- Sempre questa settimana uno sbadato compagno di pallacanestro del sottoscritto ha parcheggiato la sua macchina davanti all'uscita del parcheggio di un vicino con Mercedes, che si è veduto costretto ad attaccarsi a tutti i campanelli del circondario. Non l'ha presa bene, perlomeno a giudicare dalle urla e dai pugni sul finestrino
- Sempre questa settimana (lo ammetto, è stato il culmine!) uno sbadato compagno di pallacanestro del sottoscritto, scambiando l'interruttore per quello della luce dell'androne delle scale, ha citofonato in piena notte ai vicini, per poi darsela a gambe levate!
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Spero solo di non trovare in giro Santi Licheri, o mi tocca l'ergastolo!

lunedì, aprile 16, 2007

Da Dublino con amore

Di ritorno dal verde e irlandese weekend comincio a rifarmi sentire a colpi di fotografie e una prima considerazione:
Lonely Planet 1 - James Joyce 0.
Confesso che parte del giudizio è stata in bilico fino alla nottata di sabato in Temple Bar, quando ci siamo immersi nell'Irlanda che conta davvero: quella del pub (e non lo dico solo per fare il bullo, sembra davvero che questa città giri intorno a pinte e pinte di birra scura e chiacchere al bancone).
Poi parte la musica, e tutti ballano insieme, paonazzi di ogni età, provenienza, estratto sociale. Non ho paura a dire che credo sia una delle cose più democratiche del mondo.
Altre cose sarebbero da scrivere, ma è tardi, e voglio godermi una bella dormita con un letto senza un ostello intorno! Per ora godetevi questa piccolo "moment of epifany" dublinese e questa carrellata di foto.

venerdì, aprile 13, 2007

Quale Dublino?

Leggere The Dubliners di James Joyce in parallelo con la guida di Dublino della Lonely Planet, è un'esperienza curiosa e consigliabile.
Da una parte la noia e l'immobilità a descivere una Dublino paludosa, in cui sprofondano nell'indifferenza i suoi pallidi abitanti frustrati. Dall'altra... beh, dall'altra:
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"Se visiterete Dublino non potrete fare a meno di apprezzare l'energia, l'umorismo e l'atteggiamento rilassato dei suoi abitanti. Oltre ai numerosi monumenti storici, all'architettura georgiana e alle tante attrattive, ciò che rende magnifica questa cttà è la genuina vita sociale e il suo leggendario craic (divertimento)."


Il meglio di Dublino, Oda O'Carrol - Lonely Planet
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Chi ha ragione?
Ve lo racconto al ritorno!
Have a nice weekend!

giovedì, aprile 12, 2007

Quando le professioni diventano un'opinione

Ad un amico giornalista, online su MSN:

"IO: - Ciao giornalaio!
LUI: - Ciao veterinario!"

Senz'acqua a Lumezzane

Lumezzane (BS), mercoledì 11 aprile (ieri), ore 21.50 circa: Il Mompiano basket, ancora ignaro del fatto che sta per perdere contro la Virtus Lumezzane (mamma, che montati!) il primo match del suo girone playoff, siede sulle rosse panchine dello spogliatoio "Ospiti" nella pausa tra un tempo e l'altro, cercando nelle parole dell'allenatore qualche motivazione in più a portare a casa una partita che sembra stia per prendere una brutta piega.
Qualche esortazione ad una difesa forte, un paio di consigli tattici, un caldo invito a non mollare mai, un breve applauso e poi tutti nei bagni, a ricaricare le bottiglie d'acqua per affrontare con un decente livello di idratazione anche il secondo tempo.
Il liquido incolore e fresco sgorga senza indugio dai rubinetti, un pò arrugginiti ma perfettamente funzionanti. Le bottiglie si riempiono fino all'orlo del prezioso ma scontato nettare, alcuni ne approfittano per sciacquarsi faccia e mani e dare un'ultima trangugiata prima di calcare nuovamente il parquet di gioco.

Lumezzane (BS), mercoledì 11 aprile (sempre ieri), ore 22.50 circa: gli sconfitti e un pò mesti cestisti del Mompiano Basket, con qualche certezza in più riguardo al risultato finale dell'incontro, siedono nuovamente sulle rosse panchine dello spogliatoio "Ospiti".
Pur tra qualche "eravamo inferiori fisicamente" e "non abbiamo giocato con la testa", sanno, in cuor loro, che dopo una tiepida doccia e qualche battuta ad hoc pr stemperare la lieve tensione, potranno andare a rifocillarsi in qualche pizzeria bresciana, con una pinta di birra a far da compagna ai loro discorsi, via via sempre meno inerenti alla palla arancione.
Ma una triste sorpresa accoglie gli ormai ignudi atleti.
Dopo qualche giro orario e antiorario dei rubinetti delle docce si fa sempre più chiara l'infelice notizia: niente acqua.
Sguardi attoniti e sudati, un olezzo di crescente importanza man mano che sale il presagio di una sua indeterminata durata, si impadroniscono dello spogliatoio.
Le prime urla, in un crescendo di decibel, vengono smorzate dall'ingresso di un attempato custode, chiamato dal presidente in persona a far luce sulla questione:

"A lumezzane, poco prima delle 23.00, chiudono i rubinetti in tutto il comune per far fronte alla carenza d'acqua".

L'incredibile notizia provoca agitazione e scompiglio, risate nervose e proteste, a seconda delle personali inclinazioni. Ma una cosa è per tutti, e si stende democratica sulla squadra intera: a Lumezzane niente doccia, se ne riparla a casa!


Questo piccolo spaccato di vita quotidian-cestista, oltre ad essere una storiella più che leggibile per perdere qualche minuto di prezioso tempo, mi ha fatto riflettere.
Lumezzane non è Algeri, Palermo, e tantomeno il Darfur dove, chissà se a torto o a ragione, sarebbe più "normale" aspettarsi domestica siccità.
Secondo ViaMichelin Lumezzane dista "circa 19 km dal centro di Brescia", secondo Wikipedia "con i suoi di 24.304 abitanti è il secondo comune più popoloso della provincia di Brescia. È un paese fortemente industrializzato, particolarmente sviluppato il settore casalinghi e rubinetteria".
Eppure, come si evince da questa ordinanza pescata sul sito ufficiale del comune, a Lumezzane manca l'acqua.
Che questa vicenda possa essere una tragica avvisaglia di un futuro idricamente incerto mi sembra cosa assodata.

Ma sono almeno 3 le domande che mi tormentano:
1. Quando sarà?
2. Che possiamo fare per allontanare il più possibile questo tragico orizzonte?
3. I giocatori della "Virtus Lumezzane", quando cavolo si sono lavati?!

Santa Didascalia, prega per noi!

Dall'ormai solito sito del Corriere, mio florido pozzo cui attingo quotidiana ispirazione, mi permetto di segnalare una notizia che mi perplime, in questo pomeriggio primaverile passato tra grigi appunti di cardiochirurgia e più variopinti preparativi dublinesi (a proposito, non ve l'ho ancora detto, domani sera sono in partenza per la capitale irlandese).
Ecco la news, anzi, la new (meglio riabitursi a masticare un pò di inglese prima di essere aggredito in qualche pub di Temple Bar):
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La Santa Sede contesta una didascalia del museo dell'Olocausto
Shoah: Vaticano non sarà a giorno ricordo
Il nunzio apostolico a Gerusalemme non parteciperà al «Giorno della Rimembranza» in segno di protesta su un giudizio su Pio XII
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Consentitemi di estrapolare giusto un passaggio dall'intera versione dell'articolo (raggiungibile qui):
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"La fotografia di Pio XII con la didascalia contestata dal Vaticano è stata esposta nel museo dell’Olocausto di Gerusalemme nel 2005. All’inizio del 2006 il precedente nunzio aveva richiesto una modifica della didascalia, e i responsabili dello Yad Vashem avevano risposto prontamente che sarebbero stati disposti ad esaminare la condotta di Pio XII durante l’Olocausto se il Vaticano avesse messo a disposizione dei ricercatori del museo i suoi archivi. Ciò non è avvenuto e la didascalia non è stata cambiata."
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Suvvia, vogliamo davvero essere così irrispettosi nei riguardi della "Santa Sede"? Questi direttori di musei dell'Olocausto.. piccoli San Tommaso senza fede pronti a contestare tutto.
Del resto ormai lo si dovrebbe sapere: gli scheletri negli armadi vaticani sono un'invenzione di Luciana Littizzetto!

domenica, aprile 08, 2007

Buona Pasqua


sabato, aprile 07, 2007

Dall'altra parte, l'abisso medico - paziente

Sandro Bartoccini, Gianni Bonadonna, Francesco Sartori sono tre grandi medici, con in comune una triste vicenda di malattia. E la voglia di raccontarla. Ma senza farsi compatire e con il solo desideri che la loro sofferenza presunta inutile possa servire a qualcosa.
Un libro nato con lo scopo di far riflettere su cosa voglia dire "essere medici oggi", nell'epoca delle iperspecializzazioni, dell'inarrestabile progresso tecnologico e del gelo nei rapporti umani. Un libro che dovrebbe essere letto da ogni ministro della sanità.
E non solo...
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"Renè Lannec (1781 - 1823), grande medico francese, considerato tra i fondatori della moderna medicina nella sua opera più famosa, L'Auscultation Mediate (1819), raccolse i risultati da lui ottenuti sui rumori percepibili dall'ascoltazione del torace (respiro e battito cardiaco) attraverso lo stetoscopio, srumento da lui inventato.
Come tutte le invenzioni anche questa derivò da una necessità che, come si dice, aguzza l'ingegno. Si racconta infatti che il famoso scienziato fosse un ò timido e dovendo ascoltare il battito del cuore di una bella signora, non osasse accostare l'orecchio a quel seno procace. Prese un pezzo di carta e l arrotolò ricavandone un lungo strumento a forma di cono. Infilò l'estremità più stretta nel suo orecchio e appoggiò la parte allargata sul candido petto della paziente. Aveva inventato lo stetoscopio, ma non si era reso conto che con quella invenzione aveva allontanato il medico dal malato.
Dopo lo stetoscopio fu inventato il fonendoscopio (quello strumento che sembra una biscia e ce i giovani medici portanoal collo per sentirsi realizzati) che consente, amplificando i suoni, di visitare il malato restando ancora più distanti. E così via fino a oggi che i malati nessuno li tocca o li guarda più. L'ecografia ha fatto si che nessuno palpi più una pancia, si valutano le radiografie, ma il malato è sempre più lontano. Un giorno forse non ci sarà bisogno più nemmeno dei medici. Ci sarà uno strumento sofisticato che farà le diagnosi e un altro che distribuirà in modo appropriato le medicine, il robot ulteriormente perfezionato eseguirà gli interventi chirurgici in completa autonomia.
Ma il malato sarà sempre più solo. Sarà difficile allora inventare una macchina capace di trasmettere calore umano, simpatia, affetto e partecipazione".
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Sandro Bartoccioni, Gianni Bonadonna, Francesco Sartori - Dall'altra parte; p.233
Edizioni Bur

Quest'estate? Italo - Spagnolo

Con il primo timido sole cresce anche la voglia di vacanze. E non è che le idee scarseggino. Ecco quella che mi sembra la più meritevole!
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Partenza: 24040 Canonica d'Adda (BG)
Arrivo: Sevilla (Siviglia)
Automobile
Tempo e Distanza
Tempo: 20h23 - 16h41 su strade a scorrimento veloce
Distanza: 2049km - 1794km su strade a scorrimento veloce
Costo
- Costo pedaggio: 103.35 EUR
- Costo carburante: 189.11 EUR
totale: 292.46 EUR
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E poi, naturalmente, si torna indietro!!

Misteri

Rovistando tra le foto recuperato dopo il recente blackout del mio computer credo di aver trovato qualcosa di divertente!
Come fa questo longilineo individuo a trovarsi in due punti diversi della stessa scala?
Nessuno può dare risposta a questo irrisolvibile paradosso. La difficoltà di interpretazione è pari soltanto a quella di altri due insoluti misteri della vita:
- Che diavolo succede se metti uno specchio in fronte all'altro? Quell'infinita proiezione rimbalzante tra una superficie levigata e l'altra non può che essere frutto del diavolo!!
- Come mai se leggiamo da pagina 47 a pagina 59 di un libro abbiamo letto 13 pagine e non le 12 che verrebbero inequivocabilmente dalla sottrazione (59-47)? Forse che la matematica è diventata opinione?

Meditate

giovedì, aprile 05, 2007

Barbari

Nonostante i miei tempi biblici di lettore indaffarato e un pò pigro sono riuscito, in meno di sette giorni, a divorare l'ultimo saggio di Alessandro Baricco, I Barbari.
Trattasi di un libercolo assemblato sulla base di vari articoli pubblicati a cadenza settimanale dall'autore sulle colonne del quotidiano Repubblica. Una raccolta di piccoli frammenti a cavallo tra il vissuto quotidiano e i massimi sistemi, solo all'apparenza disorganizzati e caotici, in realtà parte di un quadro generale estremamente interessante.

Un'analisi a metà tra il sociologico e il poetico, di questi tempi di mutazione, barbaro cambiamento che tutto avvolge e nulla risparmia. Stridenti contrasti tra antico e nuovo che ci avvolgono giorno dopo giorno, assalto dopo assalto, in quello che, di primo acchito, non può che sembrarci un inevitabile sprofondare.

Il tutto senza pulpiti o giudizi, senza quella logica da bar che vuole farci apparire come in caduta progressiva e accelerante su un piano inclinato, spinti per gravità ed inerzia verso il crepuscolo di ogni valore. Baricco non giudica, ma prova a comprendere. E lo fa smontando e rimontando quelli che sono i tratti somatici di questi Barbari, ormai sempre più prossimi alle porte delle nostre città, con i loro vini mediocri, la loro musica dozzinale, un gioco del calcio dal senso ormai travisato e un'innovazione tecnologica a tratti travolgente. Del resto, e chi ha letto il libro non può che condividere, "un animale non si può comprendere soltanto guardando le zampe posteriori".

In parole povere si tratta di un paio di centinaia di pagine scritte da uno che vuol capire quello che gli accade intorno, mese dopo mese, osservando...

Pagine e pagine meriterebbero, credo, di essere citate. Mi limiterò a dire cosa ho messo in quella tasca di conquiste che solo alcuni libri sanno arricchire: ho capito che quello in cui siamo immersi non è uno scenario di palude, che lenta e inesorabile ci trascina sul fondo, ma corrente impetuosa di un fiume difficilmente arginabile con luoghi comuni e qualunquismi. Protagonisti bagnati, quali siamo in questo torrente non possiamo che trovare la giusta strada per aiutarci a controllarlo, ed indirizzarlo. Un compito che difficilmente ci vedrà vincitori finchè ci faremo trascinare come beati ignoranti o ci attaccheremo impauriti a scogli di antichità e pregiudizio.

mercoledì, aprile 04, 2007

Uno su tre: l'importanza di conoscere i propri polli (o polle)

Rompo l'insolito e lungo silenzio del blog, che peraltro non credo abbia turbato il sonno dei suoi rari avventori, per riportare un'insolita "vicinanza" di due articoli persi tra le pagine del corriere di oggi. Il primo riguarda i polli e galline (e quanto esce dalla loro parte meno nobile, per così dire) che giorno dopo giorno popolano le nostre tavole da pranzo. Sembra che in base ad un'indagine dell'unione europea, in Italia un pollo su 3 abbia la Salmonella!!
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I produttori: statistica poco significaiva, evitiamo paure ingiustificate
Allevamenti di polli: salmonella in uno su 3
Allarme Ue per l'Italia: "Cuocere carne e uova"
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L'articolo si può leggere qui dove, non si capisce bene per quale motivo, il titolo è stato cambiato rispetto all'originale cartaceo (ora si parla di un pollo su 4 in Unione Europea).
Qualche pagina prima una statistica quantitativamente equivalente faceva capolino tra una pagina di cronaca e l'altra.
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Intervistate 4000 inglesi. In Italia quelle che mentono durante i rapporti sono molte di più: il 43% secondo la ricerca più frequente.
Una donna su tre finge l'orgasmo. E il partner non se ne accorge
Sondaggio a Londra. La sessuologa: infelice solo chi recita sempre

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Anche qui il titolo online è inspiegabilmente diverso. Ma andando al sodo (al proposito di uova...) la sostanza non cambia.
Mi vogliono veramente far credere che la probabilità di avere una ragazza che finga a letto (Cinzia, ovviamente nulla di personale) o di pranzare con la salmonella sia la stessa di trovare il gatto silvestro come sorpresa nell'uovo di pasqua kinder?
AIUTO!