domenica, gennaio 28, 2007

Nel nome del padre...

In questi giorni in cui si fa un gran parlare di accanimento terapeutico una notizia che mi ha incuriosito corriere.it sulla cui homepage, al momento, troneggia una Paris Hilton che si offende perchè un sito ha messo in mostra le sue tette (Svergognati!!!!).

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La storia rivelata dalla Bbc
Suore cercano prostituta per ragazzo malato
Nick Wallis, colpito da una grave forma di distrofia muscolare, voleva almeno una volta nella vita provare a «fare sesso»
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LONDRA - «Voglio fare sesso almeno una volta nella vita». A Oxford, in risposta a questo pressante desiderio, le suore di un ospizio hanno partecipato alla ricerca di una prostituta per un ragazzo che rischia di non arrivare ai trent'anni a causa di una grave forma di distrofia muscolare e che era deciso ad avere almeno una volta nella vita un rapporto intimo con una donna.
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«Siamo arrivati alla conclusione che era nostro dovere sostenere Nick sotto il profilo emozionale e aiutarlo a garantirsi la sua sicurezza fisica», spiega suor Frances. Non è stata una scelta facile. A capo di Douglas House Hospice, un ospizio da lei fondato nella celebre città universitaria inglese per l'assistenza a bambini e ragazzi affetti da devastanti malattie, la religiosa ha raccontato alla Bbc che in un primo tempo si è sentita totalmente spiazzata quando uno dei giovani invalidi - Nick Wallis, un ragazzo di 22 anni costretto alla carrozzella dalla distrofia muscolare - ha chiesto il loro aiuto nella ricerca di una prostituta. Suore, medici, infermieri, amministratori dell'ospizio hanno dibattuto a lungo sul che fare. Hanno innanzitutto esaminato se rischiavano di commettere qualche reato assecondando la richiesta di Nick e aiutandolo a organizzare un incontro erotico a pagamento. Su questo versante hanno ricevuto risposte rassicuranti.
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Il 'comitato etico' dell'ospizio è stato anch'esso sondato e non ha avanzato obiezioni sostanziali quando è stato informato che le condizioni mediche non permettevano a Nick di farsi una fidanzata e di poter quindi conoscere le gioie di un'intimità basata su un legame di amore e di reciproca attrazione. «Nick - racconta Suor Frances alla Bbc che sulle storie umane dell'ospizio ha girato una serie di documentari-verità - desiderava provare un'esperienza sessuale prima di morire e ha deciso che lo poteva fare soltanto a pagamento. Era pronto ad andare avanti con o senza il nostro sostegno e siamo giunti alla conclusione che era nostro dovere morale assisterlo».
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Un'infermiera dell'ospizio, Chris Bloor, ha materialmente collaborato con Nick per trovare via Internet una prostituta all'altezza del compito. L'incontro è avvenuto a casa del ragazzo, con un'infermiera del Douglas House Hospice e un secondo adulto in 'standy' in un'altra stanza «in caso di bisogno». Nick ha detto alla Bbc che tutto è andato per il meglio: «Lei si è rivelata una donna affascinante, intelligente e piacevole di quasi trent'anni. Sapeva come fare con le persone nervose. Le due ore sono passate in fretta e in modo soddisfacente. Emozionalmente non è stata un'esperienza al cento per cento appagante ma mi ha dato fiducia e un certo grado di normalità».
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Il ragazzo non esclude la possibilità di un bis: «Non credo che necessariamente ripeterò l'esperienza ma nemmeno scarto quest'ipotesi». Suor Frances è contenta di quanto è successo e della pubblicità che il caso sta avendo: «Nick - afferma - ha messo la società di fronte ad un tabù. Anche le persone portatrici di handicap vogliono amore a pieno titolo ma troppo spesso sono vittime di pregiudizi sociali».
28 gennaio 2007

Scintille in un buio weekend


Interrompo l'ormai prolungato silenzio a Selinunte (a etiopatogenesi multifattoriale, da una forma acuta di mancanza di ispirazione ad un quasi fisiologico obnubilamento pre-esame di mercoledì) per festeggiare la più luminosa delle rare scintille in questo weekend un pò sottotono:


Si va a Vienna!


Con Ryanair (e con Cinzia ovviamente...)

Ecco gli estremi della mia piccola vacanza post-appello di febbraio. Nel frattempo casetta bresciana e libri, libri, libri...



THANK YOU FOR BOOKING WITH RYANAIR
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Please do not reply to this e-mail.Passengers are advised to reconfirm their flight times on WWW.RYANAIR.COMUsing the REVIEW function 24 to 72 hours prior to scheduled departure.
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YOUR CONFIRMATION NUMBER IS: BQ75DT
You will need this confirmation number and VALID ACCEPTED FORMOF PHOTO ID (as detailed below) at check-in to receive your boarding card.
ITINERARY/RECEIPT - All times are local.



PASSENGERS
1. CINZIA BONATI ADT
2. MASSIMO MAPELLI ADT

GOING OUT
From Milan Bergamo(BGY) to Bratislava(BTS) Sat, 24Feb07


Flight FR4642 Depart BGY at 16:50 and arrive BTS at 18:10

COMING BACK
From Bratislava(BTS) to Milan Bergamo(BGY)Tue, 27Feb07


Flight FR4643 Depart BTS at 18:35 and arrive BGY at 19:55

sabato, gennaio 20, 2007

The pursuite of Happyness

"Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti; che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono stati dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca della Felicità".

Thomas Jefferson, Dichiarazione dei tredici Stati d`America

A conti fatti, quella raccontata in questa corposa pellicola italo-americana, potrebbe benissimo essere liquidata come l'ennesima storia americana. La vicenda divenuta ormai classica di un protagonista frustrato e caduto ogni volta più in basso che risulta alla fine in grado di rovesciare le sorti di una vita da fallito e perpetuare lo stereotipo di un'America quale terra del bengodi, dispensa di opportunità e fortuna. Sarebbe uno sbaglio. "La ricerca della felicità", delicata pellicola di Gabriele Muccino, è prima di tutto la storia di un riscatto nei confronti di un destino avverso, ma è anche denuncia di un mondo dalle mille facce, ogni volta vestite con ipocrisia e cinismo in una delle tante metropoli del mondo. E' una storia che si divincola tra i bagni pubblici di una stazione metropolitana, caverna di rifugio per una notte da barboni, e i lucidi piani alti della finanza americana. In ogni istante è sotto gli occhi una differenza abissale tra due mondi contrapposti, che vanno a velocità diverse tra benessere e povertà. La telecamera indugia spesso sui colletti bianchi negli uffici luminosi circondati dal vetro dei grattacieli (esposti, come in vetrina) e sugli angoli più nascosti e bui, dove giacciono barboni infreddoliti senza casa, svitati che vivono di mezzi pubblici. Una decappottabile blu sfreccia davanti alla lunga fila di uomini cenciosi che provano disperatamente a cercare un letto per una notte. Questo gioco di contrasti è risolto dalla luminosa figura di Cris, uomo di colore che alterna jeans e sciupate camice a quadri a eleganti completi con cravatta, travestimento vitale per essere accettati dove conta davvero. Un uomo come tanti, ambizioso, ma non abbastanza da diventare disonesto od egoista. Un uomo di principi e di sostanza, di intelligenza e di quella "cultura senza laurea", così difficile da mantenere in un mondo che ti fa provare anche la fame. Sognatore, ma con i piedi per terra e, prima di tutto, padre affettuoso ed amorevole. Più volte durante il film, quando rischia di diventare più fragile il rapporto tra il padre schiacciato dai debiti e il piccolo Christopher, il pensiero corre spontaneo ad un'altra figura così tanto ammirata oltreoceano: il premuroso Benigni dei campi di concentramento. Il gioco della macchina del tempo in una stazione di metrò, trasformata in era di dinosauri è troppo simile alla camminata da burattino con il fucile puntato nella schiena sotto gli occhi divertiti dal figlio, che solo a tratti comprende la tragedia in cui è immerso.
La ricerca della felicità è un film che scalda il cuore e che sembra chiederci se, nella vita di tutti gorni, nascosti dentro i nostri giubbotti firmati, le nostre camicie a righe e le nostre cravatte, siamo ancora in grado di emozionarci e, perchè no, sorridere a chi ci sfiora sui marciapiedi e provare pietà.

venerdì, gennaio 19, 2007

30 minuti di cottura in acqua bollente

Il bagno-relax del venerdì sera è quanto di più vicino io possa provare all'esperienza di un fusillo barilla.

sabato, gennaio 13, 2007

Cose strane bene


Ladies & Gentlemen,

ecco a voi la nazione di gran lunga più piccola al mondo: Sealand.


L'altro giorno, bevendo il caffè in un bar bresciano, mi imbatto, con il naso nel giornale, nella straordinaria vicenda di questa piccola "isola" al largo delle coste inglesi.

Un principato di 5 persone ma dai trascorsi tutt'altro che banali. Nazione ora in vendita, si accettano offerte!

Qui alcune informazioni riguardo la storia di Sealand, paradossale e tutta da leggere!

Qui la possibilità di comprarsi un titolo nobiliare sull'isola!

Qui l'inno nazionale di quella che, vista la popolazione della piattaforma, potrebbe essere, al massimo, potrebbe essere una squadra di Curling!


Nella foto: Sealand durante l'occupazione del 1967.

Primo passo in sala operatoria

Cistectomia radicale con uretero-ileo-cutaneostomia.

Si tratta di un intervento chirurgico invasivo, ad addome aperto, utilizzato nella terapia del cancro alla vescica ove non sia possibile ricorrere ad una cistectomia parziale. Si basa sull'asportazione della vescica unitamente alla prostata e, in questo caso, all'uretra, essendo a questa vicino il focolaio tumorale. Una volta rimossa la vescica il chirurgo deve risolvere il problema della derivazione urinaria. Esistono varie tecniche, in questo caso si è utilizzata l'uretero-ileo-cutaneostomia che prevede l'asportazione di circa 20 cm del tubo digerente ileale, preservandone l'irrorazione, per la formazione di un serbatoio all'interno del quale drenano i due ureteri dx e sx, tra loro anastomizzati. Questa serbatoio viene poi abboccato alla cute, alla quale verrà applicato un sacchetto per la raccolta delle urine. Punto cruciale dell'operazione è il controllo della negatività delle porzioni distali di sezione degli ureteri per evitare recidive e la verifica del ripristino del normale transito intestinale dopo asportazione dell'ansa utilizzata per il serbatoio. Durante l'intervento sono stati asportati anche alcuni linfonodi della porzione iliaca.


Equipe chirurgica:

- dr. Sergio Cosciani Cunico
- dr.ssa Lucilla Giambroni
- dr. Gabriele Tomasoni (anestesista)
- dr. Tiziano Zanotelli
- Stefano Legramanti
- Massimo Mapelli

domenica, gennaio 07, 2007

Immagini che piace condividere

E su questo tramonto cernuschese un saluto a tutti per una buona settimana, mentre finisco di infilare calzini nella borsa bresciana.
Si ricomincia,
Malinconia.

Facce da Val Malenco

Con quel pizzico di ritardo che spero abbia permesso di raggiungere picchi innevati di
...
..
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trepidazione ed attesa,
posto qualche foto dell'ultima vacanza in Val Malenco, con un saluto a tutte le facce che si sono alternate in questi giorni in montagna privi di neve ma che spero possano portare qualche bel ricordo!!
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Qui le altre foto!

Notizia tutta da riflettere

Stando alla storia e alla tradizione giapponese la geisha è l'unica professione che richieda un tirocinio più lungo di quello di un medico.

sabato, gennaio 06, 2007

Tempo di saldi e studio

Ormai pressochè concluse le vacanze è tempo di saldi e di ritornare sui libri! Un paio di link su entrambe le occupazioni:
- Ci siamo mai chiesti dove ci vengono certe idee per acquistare o meno?! D'ora in poi per "centro commerciale" sarà possibile quest'altra definizione!
- Sembra che passare qualche anno in più sui banchi aumenti la longevità... possibile?! Vien quasi voglia di rimanere fuori corso!

Vita da pesce lesso

Un monito per imparare ad usare a fondo le emozioni, noi che si può!

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E' affetta dalla «sindrome di Galineau»
Dice «t'amo» e si paralizza istantaneamente
Una donna inglese di 53 anni cade in stato di narcolessia e blocco muscolare quando si lascia andare anche a piccole emozioni
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LONDRA - Basta un'emozione, un'espressione di felicità. E' sufficiente che pronunci e le parole «ti amo», e immediatamente i suoi muscoli si bloccano, la sua mentre entra in una condizione di semi-incoscienza. La vita di Wendy Richmond, 53 anni, di Sheffield (Gran Bretagna), è interamente condizionata da una rarissima sindrome che provoca narcolessia, malattia caratterizzata da attacchi di sonno improvvisi, e cataplessia, blocco improvviso dei muscoli di tutto il corpo.
VITA «DA PESCE LESSO»- Un problema in più è rappresentato dal fatto che narcolessia non è peggiorata dale prime manifestazioni giovanili, altrattanto non si può dire per la cataplessia, che si è aggravata 18 anni fa, dopo che Wendy Richmond è diventata nonna di Megan, la sua prima nipotina: «Come ogni altra nonna voglio solo stringerla fra le braccia e dirle: ti voglio un bene dell'anima. Ma non lo posso fare perchè potrei crollare a terra, facendo male a Megan e a me stessa». Per questo la donna è costretta a mostrarsi indifferente a qualsiasi tipo di emozione: «Invece di essere solare e manifestare quello che provo, devo buttarmi tutto dentro e diventare una specie di pesce lesso. Una volta stavo scambiando effusioni con un fidanzato e ho finito per crollare, come in uno svenimento alla Jane Austen! È come se all'improvviso togliessero i fili a una marionetta».
CURA NEGATA - Terapie per aiutarla ci sono, ma resta da convincere l'autorità sanitaria nazionale britannica ad affrontare la spesa, e per ora la risposta non è stata positivia: 15mila euro all'anno sono troppi. In medicina la combinazione di narcolessia e cataplessia è chiamata «sindrome di Galineau», e ha origini misteriose, sebbene gli esperti credano che improvvisi collassi e attacchi di sonno siano dovuti a scompensi fra stati di veglia e sonno.

06 gennaio 2007
P.S. E visto che si parla di medicina, segnalo un sondaggio indetto dal prestigioso British Medical Journal con lo scopo di identificare la più importante scoperta medica dal 1840 ad oggi. Interessante, cliccate qui per maggiori spiegazioni!

Scambio culturale a mezzanotte

Insegnare allo zio di papà i misteri del doppio clik e imparare da lui, una vita da macellaio, come si disossa e si prepara un coniglio per la pentola!

venerdì, gennaio 05, 2007

Propositi per il nuovo anno

E a poche ore dalla mezzanotte, con il piatto ancora pieno di lenticchie, ci si guarda negli occhi chiedendosi cosa ci si può attendere dal nuovo anno che bussa alle porte.
Il primo desiderio è possa essere una collezione di 365 frammenti il più possibile diversi, frizzanti e piacevoli. E, se ci sarà dato di dover sopportare qualche dolore o sofferenza, che questa possa essere solo una triste anticamera a tanta gioia in compagnia delle persone cui voglio più bene.
Augurandomi che questo appena iniziato 2007 possa essere bello e felice almeno quanto l'anno appena passato, confesso che, poco prima del fatidico ultimo giro di lancette, un proposito un pò concreto per il nuovo anno ce l'ho:
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Trovare il bandolo dell'intricata matassa universitaria e dirmi in grado di scegliere una laurea specialistica il più possibile azzeccata, che sappia rispecchiarmi e dare, oltre a tanti sforzi, qualche bella soddisfazione.
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Buon anno a tutti,
con affetto.

Strade Senza Suv

Dietro la promessa di bloggare quanto prima qualcosa a riguardo della recente e appena conclusa vacanza sulla neve in Val Malenco, ne approfitto per segnalare una ricerca che mi ha colpito e che un pò mi fa sorridere: una piccola pedata ai robusti parafanghi a questi elefanti della strada, aspiranti padroni dell'asfalto. Forse, ogni tanto, non ho tutti i torti.
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I conducenti dei Suv? I più pericolosi
Cullati dalla sensazione di sicurezza per l'altezza dal suolo e la robustezza del veicolo, sono distratti e pericolosi per gli altri
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Erano già sulla lista nera degli ambientalisti per i consumi elevati e le emissioni inquinanti. Ora i Suv (Sport Utility Vehicle) salgono di nuovo sul banco degli imputati per la guida pericolosa dei loro proprietari.
Secondo la rivista New Scientist, che riporta i dati di uno studio svolto in Nuova Zelanda su 1.196 automobilisti, "stare dentro un veicolo grande e più alto degli altri, fa credere ai guidatori di Suv di essere più al sicuro e gli fa percepire un ridotto livello di rischio rispetto agli autisti di macchine convenzionali".
In particolare, la ricerca sottolinea che il 55% dei Suv- proprietari guida abitualmente con una sola mano sul volante, violando le norme del codice che impongono la classica impugnatura a due mani alle 10 e 10.
E' solo l'ultima tegola che cade sui proprietari dei Suv, già accusati di usare il telefono cellulare e di non indossare la cintura di sicurezza. Senza contare il problema della sicurezza di questi superveicoli: nel 2005 il British Medical Journal aveva evidenziato che un pedone investito da un Suv ha il doppio delle chance di riportare ferite letali rispetto a uno che viene travolto da una macchina comune.